Nel mirino 9 milioni di spese per il trasferimento dei detenuti, 19 milioni dalle prefetture, ridurre del 50% i costi di pulizia
MILANO - Lo slogan per la spending review lo ha trovato lo stesso Piero Giarda: reduce, reorganize and retrenching. Taglia, riorganizza e restringi, rielaborazione ministeriale e anche un po' burocratese dei tre versetti delle streghe del Macbeth di Giuseppe Verdi che gridavano: «Apparite, apparite, apparite». Altro che far apparire: qui si tratta più che altro di far sparire (inefficienze e sprechi). E non a caso è stato chiamato «Mr. Forbice», Enrico Bondi, a mettere in pratica la parte difficile (leggi sporca) del lavoro. Qualcosa era emerso dopo il consiglio dei ministri del 30 aprile scorso. Ma nelle 44 pagine del dossier di Giarda dal titolo squisitamente accademico, «Elementi per una revisione della spesa pubblica», pubblicato ieri su Twitter dalla ormai affidabile gola profonda del governo @IL_Portaborse (lo stesso che aveva anticipato di una settimana che il premier Mario Monti si sarebbe affidato a Bondi), c'è molto di più di generiche linee guida.