Maurizio Setti, presidente del Verona. LaPresse

Le tre società confinanti e rivali sul campo si stanno mostrando attivissime nel sostenere il territorio colpito dal coronavirus

Bergamo e Brescia sono i focolai più aggressivi in Lombardia, Verona dista poco anche se la situazione è leggermente migliore. Eppure il coronavirus unisce tre città rivali nel calcio. La solidarietà intensa di queste settimane ne è la testimonianza.

ATALANTA – Partiamo da Bergamo, dove la società di Antonio Percassi ha vissuto e continua a vivere da vicino giornate complicate. Le donazioni del club hanno aiutato in primis il Cesvi e l’Accademia dello sport per la solidarietà. Due macro realtà cittadine e provinciali che hanno potuto garantire l’acquisto di una Tac mobile per l’ospedale di Seriate e hanno potuto sostenere l’ospedale degli alpini da campo di Bergamo. Ma l’opera benefica e le donazioni non si sono fermate certo qui. Tutti i giocatori, Gian Piero Gasperini e lo staff atalantino si sono mossi per sostenere la popolazione sia con donazioni sia con aiuti concreti in materia alimentare e non solo. La colletta è stata ben più profonda di quanto si possa immaginare visto l’impatto che il coronavirus ha avuto in tutta la realtà bergamasca.

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