Le parole, in esclusiva ai microfoni de ilMilanista.it, di Mario Ielpo, ex portiere di Cagliari e Milan, alla vigilia della sfida tra le due squadre.

Cagliari-Milan, esclusiva con Ielpo

MILANO – Mario Ielpo, portiere dal 1987 al 1993 del Cagliari – tra i protagonisti assoluti dell’ultima qualificazione in coppa UEFA dei sardi nel 1992-1993 – e del Milan dal 1993 al 1996, si è così espresso in esclusiva ai microfoni de ilMilanista.it alla vigilia della sfida di domani alla “Sardegna Arena”, valida per la 19esima giornata del campionato di Serie A.

SU CALDARA: “Credo che l’operazione, a prescindere dai risvolti economici che a noi tifosi interessano fino ad un certo punto, sia stata fatta perché Caldara aveva bisogno di andare via dal Milan. Quando un giocatore ha tanti problemi in una squadra cambiare aria diventa necessario; secondo me è giusto per il ragazzo voltare pagina e ricominciare da un’altra parte”.

SU PIATEK: “Nel calcio di oggi tutti sono cedibili, quello che conta è il prezzo della cessione (come successe con il passaggio di Higuain dal Napoli alla Juve). Con offerte importanti potrebbe essere ceduto, ma nel caso in cui questo accada è evidente che il Milan debba acquistare un’altra punta; non si può pensare di avere in rosa solo Ibrahimovic e Leao con un possibile modulo a due punte. Il caso estremo sarebbe il rinnovo totale dell’attacco, in teoria auspicabile anche perché Immobile, per citare una statistica, ha segnato di più del Milan e il problema in zona goal è palese”. 

SULLO SCAMBIO POLITANO-KESSIE: “A me Politano piace molto, è più duttile di Suso e non abituato alla mattonella come lo spagnolo: io lo prenderei a prescindere dal modulo di gioco, anche perché è uno che crea superiorità numerica saltando l’uomo e il problema del Milan degli ultimi anni ha a che fare con la mancanza di un giocatore del genere. Kessie all’Inter rischia di essere un boomerang… Al di là della eventuale sostituzione dell’ivoriano, però darlo all’altra parte della strada, in caso di esplosione in un contesto rodato come quello nerazzurro, sarebbe deleterio per l’ambiente milanista. Sta di fatto che Politano lo prenderei perché é forte”.

SU IBRA E LEAO: “Ho letto l’intervista di Leao in cui dice di essere un centravanti: ma allora perché l’abbiamo sempre visto esterno?! È un giocatore con delle grandi doti dal punto di vista fisico e tecnico, ma deve imparare a muoversi senza palla. Come tipo di calciatore ha, dunque, dei difetti: è in difficoltà con qualunque compagno di reparto! Bisogna fare i movimenti che si devono fare in base agli avversari e ai movimenti dei compagni, compresi quelli in fase difensiva… Lui, quando è senza palla, passeggia un po’ per il campo. Ibra può essere, comunque, l’uomo giusto per imparare a giocare ad altissimi livelli”.

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